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L’Acchiappavite


di Carlos Trillo e Alberto Breccia
cm 22x29, bianco e nero, cartonato, 128 pagine,
€ 20

Due maestri argentini in un solo colpo. Il titolo originale è Buscavidas e alcuni degli episodi di questa serie furono pubblicati in Italia nei primi numeri dell'Eternauta. Eravamo nella prima metà degli anni Ottanta, come dire venticinque anni fa. Come spesso succede per le opere di Breccia, gli originali sono andati perduti, ma questa edizione, come ha abituato la Comma 22 i suoi lettori, è stata condotta a partire da materiale stampato e poi restaurata. Ed è, ne siamo orgogliosi, la prima edizione completa di questa opera.

Il protagonista è un uomo grasso, una palla di lardo che è più un'entità che una persona vera e propria. Un ficcanaso quasi privo di volto che va a caccia di storie sordide, da restituirci in forma morale, come atroci fiabe del nostro tempo. Il titolo è esplicito, e il nostro anonimo "cercatore di vite" non a caso è apparso con le sue storie durante alcuni degli anni più pesanti della dittatura argentina, nel 1981 e nel 1982, quando il regime dava gli ultimi terribili colpi di coda dopo la sconfitta delle isole Malvinas-Falkland.

Corredato come al solito di un insieme di apparati critici e storiografici, il volume contiene anche una curiosa storia in cui "l'acchiappavite" finisce in un ben conosciuto negozio d'antiquariato e fa la conoscenza di Ezra Winston e dell'enigmatico Mort Cinder, storia sorprendente che va letta anche come omaggio di Carlos Trillo e Alberto Breccia al genio scomparso di Oesterheld...